Buongiorno a tutti, oggi i parlò di un nuovo lavoro che abbiamo fatto in laboratorio.
La consegna era di trovare 8 immagini dello stesso colore raccontando una storia, erano due fogli da consegnare di due colori diversi che stessero bene insieme perché poi le due tavole venivano affiancate.
Il software che abbiamo utilizzato è stato Photoshop.
Nella mia prima tavola e ho cercato foto di una tonalità di azzurro raffigurando dei paesaggi marittimi mentre nella seconda tavola ho cercato immagini alla tonalità del viola sempre di paesaggi però di ogni tipo.
lunedì 22 gennaio 2018
lunedì 15 gennaio 2018
Le belle statuine
Buongiorno a tutti, oggi vi parlerò di un compito delle vacanze che ci ha dato la professoressa di Storia Dell'arte.
La consegna del compito era di imitare la statua assegnata alla coppia, bisognava fare una foto al proprio compagno e imitare statua il più possibile e poi fare un power point della storia della statua greca.
Io e la mia compagna abbiamo scelto la statua greca di nome Moschophoros, conservata nel Museo dell'Acropoli ad Atene
La consegna del compito era di imitare la statua assegnata alla coppia, bisognava fare una foto al proprio compagno e imitare statua il più possibile e poi fare un power point della storia della statua greca.
Io e la mia compagna abbiamo scelto la statua greca di nome Moschophoros, conservata nel Museo dell'Acropoli ad Atene
lunedì 4 dicembre 2017
Sviluppo e stampa in camera oscura
Buongiorno a tutti
oggi vi parlerò di un nuovo laboratorio che abbiamo fatto in camera oscura.
Per sviluppare una pellicola abbiamo bisogno della tank. In camera oscura la pellicola va avvolta intorno all'aspirale poi viene inserita nella tank e si chiude con un primo tappo, all'interno sinversa il liquido di sviluppo per poi andare a chiedere la tank del tutto e agitata per il tempo necessario. Questo metodo si usa per gli altri due liquidi però infine si va a versare delle gocce di sapone per il trattamento anti-macchia e infine si lava tutto come si ha sempre fatto.
oggi vi parlerò di un nuovo laboratorio che abbiamo fatto in camera oscura.
Per sviluppare una pellicola abbiamo bisogno della tank. In camera oscura la pellicola va avvolta intorno all'aspirale poi viene inserita nella tank e si chiude con un primo tappo, all'interno sinversa il liquido di sviluppo per poi andare a chiedere la tank del tutto e agitata per il tempo necessario. Questo metodo si usa per gli altri due liquidi però infine si va a versare delle gocce di sapone per il trattamento anti-macchia e infine si lava tutto come si ha sempre fatto.
Camera oscura
Tank
Prima di
stampare la fotografia finale bisogna sceglierla, perciò si stamperà per
contatto tutti i negativi su pellicola per poi avere una visione delle nostre
foto. In camera oscura disponiamo la pellicola, divisa in strisce di
fotogrammi, su un foglio fotosensibile, poi lo si mette sotto la luce e infine
lo so sottopone ai bagni di sviluppo, arresto e fissaggio. Così si ottiene un
foglio di lavoro che ci permette di vedere contemporaneamente tutti i
fotogrammi delle immagini della pellicola.
Adesso serve un
ingranditore per stampare la fotografia, dalla pellicola al foglio.
L’ingranditore ci permette di proiettare il nostro negativo su un foglio
fotosensibile delle dimensioni desiderate.
Sempre in
camera oscura si prende il negativo che si vuole stampare, lo si mette nel
cassetto portanegativi dell’ingranditore e con il filtro rosso acceso si va a
regolare la messa a fuoco e le dimensioni dell'immagine che risulteranno sul
foglio fotosensibile. E' bene che prima di fare la stampa finale si faccia una
prova per sapere quanto tempo ci vuole all'immagine per fissarsi sul foglio,
cioè provare vari tempi.
Una volta
pronto il negativo scelto, il foglio fotosensibile, le dimensioni e la messa a
fuoco, si spegne il filtro rosso e si accende la lampada per il giusto tempo di
esposizione, che si è scelto prima.
Infine si
sottopone il foglio fotosensibile, dove ricordo che abbiamo un'immagine
latente, ai bagni di sviluppo, arresto e fissaggio.
lunedì 27 novembre 2017
Testo su tracciato
Buongiorno a tutti e ben tornati nel mio blog.
Oggi vi parlerò di un'esercizio che abbiamo fatto in classe con un programma chiamato Adobe Illustrator, è sempre un programma di disegno come Photoshop.
Per realizzare questo disegno abbiamo preso un'immagine a nostra scelta, poi l'abbiamo ricalcata con uno strumento chiamato "penna". Poi siamo andati sullo strumento chiamato "testo", e abbiamo cliccato "testo su tracciato" dove ci ha permesso di posizionarci con la freccina sulla linea con cui abbiamo ricalcato l'immagine e cosi poi si potrà scrivere con delle lettere, ovviamente non lettere o dimensioni messe a caso, ad esempio per ricalcare una parte scura del disegno si sceglierà un ceto tipo di lettera e un certo tipo di dimensione, se si deve ricalcare una parte colorata ovviamente si cambierà il colore del testo e per ultimo togliere l'immagine di sfondo.
Questo lavoro è di una ia compagna di classe che è riuscita a finirlo del tutto...
Oggi vi parlerò di un'esercizio che abbiamo fatto in classe con un programma chiamato Adobe Illustrator, è sempre un programma di disegno come Photoshop.
Per realizzare questo disegno abbiamo preso un'immagine a nostra scelta, poi l'abbiamo ricalcata con uno strumento chiamato "penna". Poi siamo andati sullo strumento chiamato "testo", e abbiamo cliccato "testo su tracciato" dove ci ha permesso di posizionarci con la freccina sulla linea con cui abbiamo ricalcato l'immagine e cosi poi si potrà scrivere con delle lettere, ovviamente non lettere o dimensioni messe a caso, ad esempio per ricalcare una parte scura del disegno si sceglierà un ceto tipo di lettera e un certo tipo di dimensione, se si deve ricalcare una parte colorata ovviamente si cambierà il colore del testo e per ultimo togliere l'immagine di sfondo.
Questo lavoro è di una ia compagna di classe che è riuscita a finirlo del tutto...
Elisa Cauzzi
lunedì 20 novembre 2017
Fotografia: scrivere con la luce
Buongiorno a tutti oggi vi parlerò di un nuovo laboratorio...Oggi abbiamo elaborato un nuovo modo per scattare delle fotografie con la luce questa tecnica si chiama light painting.Però prima di arrivare a questo ci sono stati studiosi, i più importanti sono 3Iniziamo dal "padre della fotografia" Nicephore Niepce, un inventore Francese che per la prima volta nel 1826 ottiene la veduta dalla sua finestra, un'immagine realistica che rappresenta la realtà senza l'utilizzo delle proprie mani. Però ottiene solo un negativo quindi decide di utilizzare il bitume di Giudea per ottenere un positivo.Il secondo è Jacques Louis Mande Daguerre viene a sapere del tentativo riuscito di Niepce ed è così interessato dall'idea di "bloccare la realtà" che inizia a scrivere lettere a Niepce per ottenere da lui un contributo, ma alla fine cede e il 4 Dicembre 1829 firmano un accordo societario e iniziano a lavorare insieme. Nel 1833 Niepce muore però Daguerre continua a fare vari esperimenti, così nel 1837 ottiene il suo primo dagherrotipo e nel 1839 rende pubblico il procedimento utilizzato. IL terzo si trova in Ingjilterra ed è William Henry Fox Talbot che riesce a realizzare negativi trasformati in positivo su carta ma la loro qualità era pessima a causa della fibrosità della carta. I suoi lavori li chiamò "photogenic drawings". Questo è il lavoro che ho fatto
lunedì 13 novembre 2017
Esercizio scontorno
Buongiorno a tutti, oggi vi parlerò di un'esercizio diverso dagli altri.
Lo scopo di questo esercizio era di scontornare un'oggetto e posizionarlo in un ambiente che non era il suo, poi cosegnare l'immagine finita alla professoressa.
Per realizzare questo esercizio abbiamo utilizzato un programma chiamato Adobe Photoshop.
Gli strumenti che ci ha illustrato la professoressa e che poi abbiamo usato sono: strumento Lazo, strumento Selezione rapida, strumento Bacchetta magica, strumento Penna.
La prima foto che ho fatto tratta di una tigre seduta per terra nel salotto di una casa.
per prima cosa ho cercato una tigre con sfondo bianco e che non avesse il copyright, poi ho cercato una foto di un salotto un po spazioso dove poter posizionare la tigre. Ho aperto Photoshop e ho inserito le immagini, poi ho modificato l'immagine della tigre togliendoli lo sfondo e dopo aver fotto tutto questo l'ho posizionata nel suo salotto.
Questa immagine l'ho chiamata Tigre domestica.
La seconda immagine, che a parer mio è la mia preferita, tratta di tre personaggi di Winnie the pooh (winnie, tigre e hi ho) che sono seduti su delle nuvole.
Prima ho cercato tre foto dei personaggi poi ho cercato la foto di nuvole dove potevo posizionarli senza problemi.
Ho ritagliato le tre foto e poi le ho posizionate in vari punti dell'immagine.
Questa immagine l'ho chiamata Nuvole Pooh.
Lo scopo di questo esercizio era di scontornare un'oggetto e posizionarlo in un ambiente che non era il suo, poi cosegnare l'immagine finita alla professoressa.
Per realizzare questo esercizio abbiamo utilizzato un programma chiamato Adobe Photoshop.
Gli strumenti che ci ha illustrato la professoressa e che poi abbiamo usato sono: strumento Lazo, strumento Selezione rapida, strumento Bacchetta magica, strumento Penna.
La prima foto che ho fatto tratta di una tigre seduta per terra nel salotto di una casa.
per prima cosa ho cercato una tigre con sfondo bianco e che non avesse il copyright, poi ho cercato una foto di un salotto un po spazioso dove poter posizionare la tigre. Ho aperto Photoshop e ho inserito le immagini, poi ho modificato l'immagine della tigre togliendoli lo sfondo e dopo aver fotto tutto questo l'ho posizionata nel suo salotto.
Questa immagine l'ho chiamata Tigre domestica.
Prima ho cercato tre foto dei personaggi poi ho cercato la foto di nuvole dove potevo posizionarli senza problemi.
Ho ritagliato le tre foto e poi le ho posizionate in vari punti dell'immagine.
Questa immagine l'ho chiamata Nuvole Pooh.
lunedì 6 novembre 2017
Foro stenopeico
Ciao a tutti, ben tornati nel mio blog, oggi andremo a parlare del foro stenopeico, il terzo laboratorio.
Immagino che vi starete chiedendo che cos'è... è un semplice foro realizzato sulla parte di una camera oscura, cioè un contenitore a tenute luce, completamente buio.
questa tecnica permette di realizzare fotografie attraverso la macchina fotografia.
Come si realizza??
Per prima cosa si prende la propria camera oscura (noi abbiamo utilizzato una scatola di latta per i biscotti), poi realizzate un foro su uno dei quattro lati e chiudetela con dello scotch nero per far si che la luce non entri.
Dopodiché si va nella camera oscura e si mettete all’interno, sul lato opposto del foro, un foglio di carta fotosensibile.
Poi si posiziona la camera oscura dove si vuole, si cattura la fotografia, si apre il foro e si lascia entrare la luce per il giusto tempo d’esposizione (noi abbiamo aspettato per 30 secondi). Passato il tempo, si chiude il foro stenopeico e si va in camera oscura. Qui si mette il foglio di carta fotosensibile nel trattamento dei bagni di sviluppo, arresto e fissaggio, cosi si potrà scoprire cosa si è ottenuto, ovvero un negativo della realtà che avete inquadrato; l’immagine risulta capovolta e invertita.
Come facciamo a ottenere il positivo?
Si mette il negativo a contatto con un altro foglio di carta fotosensibile, si espone alla luce (ad esempio il flash dello smartphone) per il giusto tempo e infine si sottopone il nuovo foglio ai bagni di sviluppo, arresto e fissaggio. Questo passaggio si chiama stampa a contatto.
Immagino che vi starete chiedendo che cos'è... è un semplice foro realizzato sulla parte di una camera oscura, cioè un contenitore a tenute luce, completamente buio.
questa tecnica permette di realizzare fotografie attraverso la macchina fotografia.
Come si realizza??
Per prima cosa si prende la propria camera oscura (noi abbiamo utilizzato una scatola di latta per i biscotti), poi realizzate un foro su uno dei quattro lati e chiudetela con dello scotch nero per far si che la luce non entri.
Dopodiché si va nella camera oscura e si mettete all’interno, sul lato opposto del foro, un foglio di carta fotosensibile.
Poi si posiziona la camera oscura dove si vuole, si cattura la fotografia, si apre il foro e si lascia entrare la luce per il giusto tempo d’esposizione (noi abbiamo aspettato per 30 secondi). Passato il tempo, si chiude il foro stenopeico e si va in camera oscura. Qui si mette il foglio di carta fotosensibile nel trattamento dei bagni di sviluppo, arresto e fissaggio, cosi si potrà scoprire cosa si è ottenuto, ovvero un negativo della realtà che avete inquadrato; l’immagine risulta capovolta e invertita.
Come facciamo a ottenere il positivo?
Si mette il negativo a contatto con un altro foglio di carta fotosensibile, si espone alla luce (ad esempio il flash dello smartphone) per il giusto tempo e infine si sottopone il nuovo foglio ai bagni di sviluppo, arresto e fissaggio. Questo passaggio si chiama stampa a contatto.
Alla fine si ottiene la fotografia in bianco e
nero che rappresenta la realtà così come la si è inquadrata.
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Dallo scatto al loyaut
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